Abstract
A partire dalla vittoria del Leave nel referendum Brexit, l'art. 50 TUE rappresenta una spina nel fianco per il diritto costituzionale britannico. I sostenitori del Remain hanno cercato più volte di utilizzarlo come grimaldello per depotenziare il risultato referendario, o comunque per ostacolarne la procedura di implementazione, facendo leva su oggettive difficoltà interpretative che la norma presenta. Dapprima, con la celebre sentenza sul Miller case (J.O. Frosini, Non ci resta che sperare nei Lords. La Corte Suprema conferma che l'in-vocazione dell'art. 50 deve essere approvata dal Parlamento, in Quaderni costituzionali, 1, 2017, pp. 148-151), emessa nel gennaio 2017 al termine di un lungo e complesso iter giudizia-rio, la Corte Suprema stabiliva che il Governo britannico avrebbe potuto avviare il percorso di fuoriuscita dall'Unione europea solo a seguito di un'apposita legge di autorizzazione del Parlamento di Westminster. Ora, sul finire del 2018, la Corte di giustizia di Lussemburgo stabilisce che esiste un diritto alla revocabilità unilaterale della dichiarazione con cui lo Stato membro aveva manifestato agli organi dell'Unione la volontà di uscire.
Se la prima vicenda giudiziaria era stata innescata dal ricorso di alcuni cittadini collegati agli ambienti della City, la seconda prende le mosse dalla Scozia, ovvero la terra più risolutamente contraria all'esito referendario. Verso la fine del 2017, un gruppo di parlamentari scozzesi (membri del Parlamento di Edimburgo, di Westminster e del PE), appartenenti trasversalmente ai partiti di opposizione, deposita una petition presso la Court of Session per chiedere se l'attivazione dell'art. 50 TUE, notificata dal Governo britannico al Consiglio Ue il 29 marzo 2017, sia un atto revocabile in modo unilaterale. Dopo alcuni passaggi procedurali, finalmente l'8 giugno 2018 il Lord Ordinary della Corte rigetta la
Se la prima vicenda giudiziaria era stata innescata dal ricorso di alcuni cittadini collegati agli ambienti della City, la seconda prende le mosse dalla Scozia, ovvero la terra più risolutamente contraria all'esito referendario. Verso la fine del 2017, un gruppo di parlamentari scozzesi (membri del Parlamento di Edimburgo, di Westminster e del PE), appartenenti trasversalmente ai partiti di opposizione, deposita una petition presso la Court of Session per chiedere se l'attivazione dell'art. 50 TUE, notificata dal Governo britannico al Consiglio Ue il 29 marzo 2017, sia un atto revocabile in modo unilaterale. Dopo alcuni passaggi procedurali, finalmente l'8 giugno 2018 il Lord Ordinary della Corte rigetta la
| Original language | English |
|---|---|
| Pages (from-to) | 201-205 |
| Number of pages | 5 |
| Journal | Quaderni Costituzionali |
| Volume | 39 |
| Issue number | 1 |
| DOIs |
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| Publication status | Published - 1 Feb 2019 |
| Externally published | Yes |